metodi di filtrazione dell'acqua

Quali sono i metodi di filtrazione dell’acqua?

METODI DI FILTRAZIONE DELL’ACQUA

Bentornato, oggi faremo un po’ di chiarezza su quali sono i metodi di filtrazione più comuni, le loro caratteristiche e quali sono più indicati per il tuo locale.

Se sei pronto, partiamo!

La prima domanda che dobbiamo porci per capire, quale metodo di filtrazione dobbiamo utilizzare è:

Perché filtriamo l’acqua?

Sono innumerevoli i motivi per cui puoi decidere di filtrare l’acqua ma solitamente, se parliamo di caffè Espresso, il motivo principale è quello di salvaguardare la macchina dai depositi di calcare.

Devi sapere infatti, che quando l’acqua viene scaldata i componenti disciolti al suo interno danno origine al carbonato di Calcio (calcare) che è il nemico principale della macchina per Espresso.

Ca2+ + 2HCO3+ T° +  t = CaCO3 (carbonato di calcio)

Ca= Calcio
2HCO3= Bicarbonato
T= temperatura
t= tempo


In particolare è la presenza di Calcio, Magnesio e Bicarbonato che portano alla formazione di calcare.

Ecco perché, quando viene installata una macchina per Espresso, il tecnico deve sempre misurare:

  • La durezza totale (presenza di Calcio e Magnesio)
  • Alcalinità (presenza di Bicarbonato)

In secondo luogo dobbiamo capire quali caratteristiche dovrebbe avere un’acqua ideale:

  • Assenza di Cloro
  • Limpidezza
  • Il totale dei solidi disciolti (TDS) dev’essere compresa tra 125 – 150 ppm (parti per milione)
  • Durezza totale: 60 – 85 ppm
  • Alcalinità: 40 – 60 ppm
  • Assenza di Ferro
  • Presenza di Sodio (Na) inferiore ai 10 ppm
  • pH vicino alla neutralità

E ora capiamo quali metodi di filtrazione abbiamo a disposizione, per il trattamento dell’acqua nei locali:

  1. Depuratore a sale:
metodi di filtrazione dell'acqua

Questo metodo di filtrazione dell’acqua, utilizza il principio dello scambio ionico.

 E’ composto  da:

  • Un contenitore di plastica che serve a contenere il sale in pastiglie
  • Resine che permettono lo scambio tra ioni di Calcio e ioni Sodio.

Le resine si caricano di Ioni Na+ (Sodio) che prelevano dal Sale (NaCl), e li scambiano con gli Ioni Ca+ (Calcio), presenti nell’acqua, impedendo così la formazione di Carbonato di Calcio.

Questo metodo di filtraggio, porta la durezza totale a 0 ed è ottimo per preservare attrezzature come le lavastoviglie che se vengono intaccate dal calcare riducono le loro performance.

Quali sono però i limiti di un depuratore a sale?

  • Non filtra l’acqua dal cloro che come ben saprai, viene introdotto negli acquedotti allo scopo di disinfettare l’acquedotto.
  • Non elimina gli odori sgradevoli.
  • Non elimina la presenza di eventuale Ferro nell’acqua.

Ma quindi il depuratore a sale è un buon strumento?

La risposta è…

SI, fa esattamente quello per cui è stato progettato quindi se il tuo scopo è quello di eliminare la presenza di calcare nell’acqua e non hai altre esigenze particolari può andare benissimo.

Senza contare che il Sodio presente nell’acqua ti garantirà sicuramente una  cremosità maggiore (che non vuol dire però di maggior qualità).

Ricorda anche che il Sodio influenzerà organoletticamente il tuo caffè conferendogli un sapore più AMARO; quindi fai molta attenzione a che tipo di aroma vuoi offrire ai tuoi clienti perché questa potrebbe essere un’arma a doppio taglio nel caso in cui prediligessi un caffè più dolce o più fruttato.

Io quando devo scegliere che tipo di caffè voglio vendere in un determinato locale cerco sempre di capire 2 fattori fondamentali:

  1. DOVE MI TROVO?
  2. CHE TIPOLOGIA DI CLIENTE DOVRO’ SERVIRE?

E’ fondamentale aver ben chiaro chi sarà l’acquirente finale per poterti garantire un volume di vendite maggiori.
Se vuoi approfondire maggiormente l’argomento ho scritto un articolo che parla proprio dei punti fondamentali per ottenere un’attività di successo.

Ma ora passiamo al prossimo metodo di filtrazione dell’acqua…

metodi di filtrazione dell'acqua

Questi metodi di filtrazione dell’acqua sono ampiamente venduti all’estero per la filtrazione dell’acqua delle macchine per il filter coffee (o regular come viene chiamato negli USA).

I Polifosfati sono dei composti che sciolti nell’acqua creano uno strato protettivo attorno alle pareti delle attrezzature e le proteggono dalla formazione del calcare.

Funzionano bene?

Si, funzionano benissimo ma danno grossi problemi nelle macchine per fare il caffè Espresso:

Purtroppo i polifosfati tendono a depositare creando una sorta di “polvere” molto fine che intasa gli ugelli (fori piccolissimi) presenti nei circuiti delle macchine per Espresso (cosa che non accade nelle macchine per il batch brew o filter coffee).

Quindi le cartucce a polifosfati NON VANNO ASSOLUTAMENTE BENE per filtrare l’acqua delle macchine per il caffè Espresso ma lavorano perfettamente in tutte le altre occasioni.

Passiamo ora al prossimo metodo di filtrazione dell’acqua…

  • I magneti:
metodi di filtrazione dell'acqua

L’utilizzo di magneti non è largamente diffuso ma vale la pena spenderci due parole a riguardo.

I magneti sfruttano il principio delle cariche elettriche, come ben sai  tutti gli elementi che troviamo in natura posseggono delle cariche elettriche POSITIVE oppure NEGATIVE con le quali attraggono altri elementi.

No tranquillo, non è un’anteprima di un corso di chimica anzi, cercherò di spiegarti nel modo più semplice possibile:

Il calcare in chimica è CaCO3 (carbonato di calcio) ed è composto da:

Ca2+

2HCO3

Come puoi  notare, il Calcio (Ca) possiede 2 cariche positive mentre il bicarbonato ha 1 carica negativa in ogni molecola (quindi 2); questo fa sì che queste2 componenti si attraggano formando il calcare.

Il magnete viene montato in un punto di passaggio dell’acqua e avendo una forte carica attrattiva divide le 2 componenti che non essendo insieme non portano alla formazione del calcare.

Quindi il magnete ci risolve il problema?

Purtroppo no, infatti finche l’acqua rimane in movimento le molecole rimangono divise ma quando l’acqua si ferma nella caldaia queste due componenti tendono ad attrarsi di nuovo e a portare alla formazione di CaCO3

La classica osmosi inversa è un meccanismo che sfrutta dei filtri a carbone a maglie strettissime dove l’acqua riesce a passare ma gli Elementi presenti in essa rimangono intrappolati nei filtri.

Questo ti permette di ottenere un’acqua che potremmo definire distillata (senza elementi al suo interno), che poi andremo ad addizionare grazie ad un by-pass a dell’acqua non filtrata nella percentuale che vogliamo noi.

Fino a qualche anno fa purtroppo, l’osmosi aveva dei limiti, infatti non riusciva a raggiungere quantità di minerali superiori ai 60ppm (parti per milione) nell’acqua, quindi funzionava molto bene ma i baristi più estrosi avevano meno possibilità di intervento sulla personalizzazione.

Oggi con i nuovi sistemi di osmosi che utilizzano delle cartucce rimineralizzanti dopo la fase di filtraggio, i baristi hanno una possibilità di personalizzazione della propria acqua praticamente illimitata.

Questo ti permette di avere un’acqua personalizzata in base alle nostre esigenze.

PURTROPPO PERO’ CI SONO DEI CONTRO DA NON SOTTOVALUTARE.

Va detto infatti che l’impianto ad osmosi inversa molto più costoso rispetto a tutti gli altri sistemi di filtrazione e i consumi di acqua sono notevoli.

È anche vero però che si possono ottimizzare i consumi se pensato in fase di progettazione del locale se riusciamo a riutilizzare gli scarti di acqua per fini diversi.

MA ALLORA QUAL È LA SOLUZIONE MIGLIORE?

Come sempre la risposta è DIPENDE…

Dipende da che risultato volete ottenere ma quando si parla di caffè Espresso un’ottima soluzione a mio avviso è la seguente:

  • Da alcuni anni ci sono aziende che hanno iniziato a vendere delle cartucce filtranti composte da diversi materiali  che riescono ad effettuare sia un’azione filtrante come quella del depuratore a sale, permettendo lo scambio ionico che previene la formazione del calcare ma eliminano anche il problema del Cloro e gli odori sgradevoli grazie ad un filtro a carboni attivi presente all’interno del corpo della cartuccia stessa.

Di questa tipologia di cartucce potrai trovarne principalmente di 2 tipi in commercio:

  1. ADDOLCENTI
  2. DECARBONATANTI

Le prime utilizzano lo stesso principio del depuratore a sale, quindi uno scambio Ionico tra Sodio e Calcio.
Mentre le cartucce decarbonatanti  possono utilizzare uno scambio Ionico tra Idrogeno e Calcio oppure tra Magnesio e Calcio.

Ti semplifico velocemente le differenze poi magari in un articolo, prossimamente possiamo approfondire insieme l’argomento comunque:

Solitamente le cartucce addolcenti vengono utilizzate per il caffè Espresso mentre quelle decarbonatanti si utilizzano maggiormente per fare brewing.

Il motivo è perché in Italia, ancora in molte regioni purtroppo, la crema sulla superficie del caffè viene utilizzata come fattore per valutare la qualità del caffè stesso (cosa altamente discutibile di cui personalmente non mi trovate d’accordo).

Il Sodio come vi anticipavo all’inizio vi garantisce una crema più voluminosa e quindi ha molto più senso utilizzarlo per estrarre il caffè Espresso.

Idrogeno e Magnesio invece riducono la voluminosità della crema (anche se ne migliorano la qualità) e tendono a far risaltare maggiormente le parti acide e fruttate del caffè, che spesso in Italia se sono troppo presenti nell’Espresso, non vengono apprezzate mentre sono FONDAMENTALI quando facciamo brewing con metodi alternativi, come un V60, una french press o un cold brew.

In questi casi non ci interessa la corposità della bevanda ma invece ci interessa la sua parte FRUTTATA e FLOREALE.

Spero davvero che quest’articolo ti abbia aiutato a schiarirti un po’ le idee riguardo i metodi di filtrazione dell’acqua che puoi utilizzare all’interno del tuo locale.

Ps. Dalle immagini puoi direttamente accedere alle pagine delle aziende che producono i diversi metodi di filtrazione, in modo da capire quale fa al caso tuo.
*L’unica azienda di cui non ho creato il collegamento è quella dei magneti per il fatto che non ho ancora avuto l’occasione di testare i suoi prodotti.

Se dovessi avere qualsiasi dubbio non esitare a contattarmi,

Un abbraccio,

Ricky

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